QUANDO IL BAMBINO E' PODALICO


Il tuo cucciolo è podalico?

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Sogni un parto fisiologico e dolce per il tuo bimbo/a ?

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Leggi l'articolo qui sotto e se vuoi provare questo metodo, che agisce nel rispetto del bambino e tutela la sua sicurezza, contattaci: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

 

Brano pubblicato sulla rivista "Educazione Prenatale" dell'Anep Italia  



 

 IL BAMBINO PODALICO: PROVOCARNE LA ROTAZIONE O INVITARLO A GIRARSI?

(TESTO PARZIALE ADATTATO PER IL  SITO)

 

Le levatrici di un tempo praticavano sull'addome delle gravide, il cui bimbo aveva una presentazione di podice o di schiena, delle manovre particolari basate su spinte e compressioni, per provocarne il capovolgimento. Oggi, previo controllo ecografico preliminare, alcuni medici, pochi a dire il vero, e qualche ostetrica, eseguono queste manovre sul feto, attraverso l'addome materno, sino a posizionarlo correttamente.

Ma siamo proprio sicuri che da un punto di vista psicologico questo tipo d'intervento coercitivo sia  assolutamente senza danni per il bambino?

Ammettiamo il caso che la posizione del bambino rifletta la conseguenza di una sua decisione e voglia esprimere un segnale di disagio. Quale risposta riceverà a questo suo preciso messaggio corporeo e come la decodificherà?  Costringerlo a voltarsi corrisponde ad una  negazione ed è comunque un' azione violenta, come se gli si dicesse: il tuo segnale non mi interessa, lo cancello, devi fare quello che voglio io, ti volto a testa in giù che tu lo voglia o no! Gli stiamo dicendo che il suo problema non esiste, lo neghiamo e, allo stesso tempo, esercitiamo in modo dispotico il nostro potere su di lui.

In pratica, invalidando i suoi comportamenti ed esercitando un'autorità dispotica, gli neghiamo il diritto di esprimersi, prendiamo una decisione al posto suo  e ci sostituiamo a lui.

Oltre che ad essere un messaggio educativo già molto discutibile in se stesso sul piano della qualità, non potrebbe forse anche incidere negativamente in futuro sulla fiducia del figlio nei confronti della capacità di comprensione ed anche di protezione materna?

In effetti si pone seriamente il problema di chiedersi quali conseguenze potrà avere sulla personalità futura del bambino-podalico-per-scelta (e non per impedimento), un simile modello coercitivo in cui, in pratica, gli s'impone, con un intervento esterno alla sua privilegiata relazione con la madre, di mutare le sue scelte.

L'alternativa alle manovre ostetriche è la cesareizzazione. Domanda: si tratta davvero di una soluzione ottimale per il bambino podalico, come sostenuto attualmente dall'Ostetricia? In effetti non comporta grossi rischi e, in un certo qual modo, malgrado esista un intervento esterno esso però viene attuato nel rispetto della scelta del bambino di restare seduto.

  Sulle accertate conseguenze a breve e lungo termine del cesareo, sia sulla madre che sul bambino, esistono ormai numerosi studi e si è scritto e detto tantissimo, ma quali sono le alternative per evitarlo?

Che fare? Come riuscire ad agire nel rispetto del bambino intrauterino, pur tutelando la sua sicurezza?

Fra i tanti metodi (agopuntura, moxa, riflessologia plantare, do-in, shiatzu, manovre ostetriche, posizioni corporee etc.) c'è ancora un settore, a mio avviso fondamentale, nel quale andare a cercare un aiuto: la relazione madre-figlio, genitori-figlio.

 Sono accanto ai genitori da oltre 30 anni e in seguito alla straordinaria esperienza che ho avuto il dono di potere fare con loro, mi sento di affermare che una madre, ove non esistano impedimenti obiettivi alla rotazione, se ha stabilito un buon rapporto di comunicazione affettiva con il suo bambino prima della nascita, ed è sufficientemente motivata e disponibile ad un lavoro basato sull'analisi della sua relazione con lui, ha più possibilità di qualsiasi altro di indurlo a voltarsi in posizione cefalica.

In questo lavoro, che si è mosso sulla base di una mia  precedente formazione in Psicologia, mi ha particolarmente aiutata il lavoro sull' analisi del bonding che ho fatto con il Prof. G. Hidas, il dott. J. Raffaj e  la dott.ssa C. Imbert.. Grazie a loro ho colto appieno le sue straordinarie risorse e le possibilità di applicazione nella relazione prenatale e, nel caso specifico, con il bambino podalico.

Esistono alcune teorie psicosomatiche a proposito della posizione di presentazione del feto, è però opportuno ricordare che per il momento non esistono studi su questo argomento che possiedano i parametri della rigorosità scientifica.

Per il momento nemmeno i miei possiedono questi requisiti: è difficilissimo raccogliere dati in questo settore, che rappresenta una minoranza nella casistica delle gravidanze che seguo e occorrerebbero anni per reperire i casi, catalogarli in base a criteri tutti da decidere e sottoporli a verifiche di confronto in base a un protocollo che possieda requisiti accettabili dal punto di vista scientifico.

Quanto ho potuto osservare nella mia esperienza non è, per il momento, esattamente quantificabile in termini numerici: nel corso degli ultimi 20 anni la media annuale dei casi di bambini podalici da me trattati personalmente, cioè tramite colloqui con i genitori nel mio studio, varia da 6 agli 8, con una media variabile tra i 3 e i 5 incontri per ciascun caso.

 Il risultato? In media 8 bambini su 10 si voltano e cio' avviene esclusivamente tramite un lavoro con i genitori che generalmente è impostato secondo questa sequenza:

 

  1. Un' accurata analisi preliminare del bonding genitori - bambino mediante dialogo.
  2. L' individuazione del possibile messaggio ricevuto dal bambino attraverso la madre, il padre o entrambi i genitori, ma anche provenienti da situazioni e circostanze esterne.
  3. La verifica della corrispondenza tra il messaggio inviato e l'interpretazione che ne ha data il bambino, mediante l' osservazione della sua posizione somatica e delle sue reazioni a stimoli specifici.
  4. Un lavoro con i genitori finalizzato a modificare il loro sentire relativamente al messaggio inviato.
  5. La rimessa a punto della relazione con il bambino mediante la trasmissione di un messaggio diverso atto ad indurre il bambino a riprogammarsi.
  6. Un lavoro con il bambino in cui il genitore lo invita a girarsi e gli insegna il percorso di rotazione.

Nel caso di gravide con già in corso una terapia psicologica o che palesemente necessitavano di questo tipo di sostegno, mi sono avvalsa della consulenza di una Psicologa che collabora già da tempo nei nostri corsi di Educazione Prenatale e che è molto disponibile.

Tuttavia nel corso di questi ultimi 10 anni ho potuto incominciare a individuare le esperienze in linea di massima abbastanza simili tra loro e le ho raggruppate, catalogandole ed infine  assegnandole a 4 settori diversi a partire da 4 diverse posizioni somatiche del bambino. (...)

 

Ogni messaggio materno ricollegabile al bambino, sia che nella gestante si esprima consciamente o inconsciamente, è collegato ad un'immagine mentale colorata da un'emozione: sono questi due ultimi elementi quelli che il bambino riceve ed ai quali reagisce introiettandoli dentro di sè e somatizzandoli: in pratica il bambino, che è continuamente sintonizzato sulle emozioni materne, ubbidisce ad un più o meno segreto ordine o desiderio della madre (o del padre, quando il padre è forte), si adegua e assume la posizione corporea che esprime e soddisfa il desiderio materno (o paterno).

 

La figura paterna ha un'enorme importanza in questo lavoro. Gli incontri con me sono sempre rivolti alla coppia perché quando il padre non è favorevole al parto naturale, tutto il lavoro  che si può fare con la compagna e il bambino risulta vano, soprattutto se si tratta di una coppia molto unita. La divergenza di opinione non è sempre subito palese, anzi.

Concludendo: il lavoro che faccio per voltare un bambino podalico inizia sempre dal dialogo con i genitori per capire cosa è successo. Occorre poi  aiutarli a individuare e sciogliere i nodi inconsci che incatenano il bambino.

Successivamente bisogna metterli in grado di potere scegliere con tranquillità e sicurezza il tipo di parto che desiderano veramente per loro stessi e per il loro figlio.

Infine, se la scelta dei genitori si orienterà verso il parto naturale, essi saranno  aiutati ad entrare in contatto con il bambino per indicargli il percorso di rotazione.