Testimonianze
APPUNTI DA UN LAVORO CON UN GRUPPO DI GENITORI

Una mamma, alla 29a settimana di gestazione, al termine del suo racconto, ha infine confessato, timidamente, di non riuscire a sentire il suo bambino. Nel corso del dialogo era emerso che l'inizio della gravidanza era stato molto ansiogeno per lei perché aveva temuto di perdere il piccolo ed era stata ricoverata. Era evidente che la paura della perdita era ancora viva in lei, rinforzata dalla sua incapacità di percepire i movimenti del bambino " ...non sono sicura che quello che sento sia lui che si muove...temo che stia poco bene " .

L'ho aiutata a entrare in contatto, il bambino ha risposto subito ad ogni tipo di segnale in modo coerente. Ha seguito la mano materna e si è anche spostato verso il cuore della mamma dietro invito mentale di lei. La madre ha potuto constatare che il suo piccino era vispo e interattivo con lei. L'ho invitata ad avere più fiducia nelle risorse del suo bambino. Il sollievo e la gioia di quella madre ci hanno molto commossi. A volte può bastare così poco per eliminare una nociva fonte di stress alla gestante ! Un po' più di tempo e di disponibilità all'ascolto da parte di che segue la gestazione e, perché no, forse anche un po'più di amore.

Tutti i bambini del gruppo di genitori hanno risposto coerentemente e intelligentemente ai segnali e ai giochi che ho proposto. Anche i padri hanno potuto svolgere un ruolo attivo e interagire con il loro figlio nel pancione.


PARLANO LE MAMME


  • "Ogni sera quando andavo a letto mi voltavo sul fianco sinistro, come mi era stato insegnato nel corso. Mettevo la mano sotto la pancia e dopo un po' sentivo che la bambina scendeva. Era molto bello. Me la sentivo proprio nella mano. Molte volte mi sono addormentata con lei e sapevo che anche lei era felice. A volte la notte mi svegliava perché incominciava a dondolarsi per farsi cullare da me. Provavo molta tenerezza, la cullavo per un po' e ci riaddormentavamo insieme" (Sabrina).

  • "Ho iniziato il corso non appena ho saputo di essere incinta. Fin dai primi mesi della gravidanza, ho parlato con il mio bambino, ho giocato con lui, ho ascoltato musica con lui; questo mi ha permesso, poco alla volta, di imparare a conoscerlo, di scoprire che tipo di musica preferiva, di capire quando era stanco e voleva fare un sonnellino e quando, invece, aveva voglia di giocare...Durante tutti i mesi della gravidanza non mi sono mai sentita sola: era come se fosse già nato...Questo stupendo rapporto mi ha dato la sicurezza che avrei avuto un bimbo sano e che il parto sarebbe andato per il meglio. Per me il corso a Lunasole è stato fondamentale.". (Simona).

  • "Pensavo di aver terminato la mia carriera riproduttiva quando Theo mi sorprese, arrivando mentre mi avvicinavo ai 42 anni. Data l'età avanzata presi appuntamento per fare l'amniocentesi. Il giorno prima dell'esame ebbi un'esperienza sconcertante: stavo concludendo la mia seduta di yoga e meditazione con Gabriella quando udii distintamente il bambino che mi "diceva" che non solo era sano, ma anche un bel campione e, quindi, non avevo bisogno di alcun esame. Annullai l'appuntamento; quel che è certo è che alla nascita Theo pesava 5 kg ed era un bambino straordinariamente forte e robusto! Con questo non voglio suggerire la meditazione come alternativa alla diagnosi prenatale: l'essenziale è essere tranquille e trovare dentro di sé la guida migliore per prendere la decisione giusta". (Janet)