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LUNASOLE

YOGA a Parma dal 1973 uno spazio sereno

in cui ciascuno viene riportato gradualmente verso se stesso,

il proprio ritmo naturale, il rispetto del proprio sentire profondo,

mediante un lavoro corporeo che è soprattutto educazione all’ascolto e accoglienza

ma che, attraverso una competente e mirata presa in carico del problema fisico e della sua risoluzione,

vuole porgere anche un aiuto concreto e uno spazio di compensazione

sia per migliorare la qualità della vita che per stimolare nuove prospettive e risorse.

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Il cammino di LunaSole dal 1973

Dal primo corso a Parma all’attuale sede al Centro Onda Creativa: un percorso di ascolto, consapevolezza e accoglienza.

1973 – Inizio a Parma

Nel 1973 lo yoga iniziò a farsi conoscere a Parma con un primo corso organizzato presso un centro sportivo. L’insegnante era la dott.ssa Gabriella Ferrari. A quell’epoca lo Yoga in Italia era ancora poco conosciuto e gli insegnanti si potevano contare sulle dita di una mano.

Il successo dell’iniziativa parmigiana fu così grande che poco tempo dopo nacque l’indimenticabile “Centro di Yoga Integrale” di Via Farini 43 che poi, nell’82, si trasferì in Via Rossi 9 e, successivamente, con la nuova denominazione “Centro Studi Lunasole”, si spostò in Piazza Mattarella 3a, una sede molto amata da tutti i praticanti di Yoga e i futuri genitori. Lì restò dal 1992 al 2009, anno in cui si trasferì nella sede di Via G. Goria 4.

1973–1992 – Primi anni e formazione orientale

I corsi degli anni tra il ’73 e il ’92 furono dedicati non solo all’Hatha Yoga ma anche allo studio delle antiche scritture Indù e dei vari sistemi di filosofia orientale ricollegabili allo Yoga, con particolare riferimento al Vedanta, al Samkhya e al Tantrismo. Anche la pratica dello yoga, nei vari e numerosi corsi, era immersa in questo clima molto orientale. Nel tempo quel clima si ridimensionò adattandosi sempre meglio alle nostre esigenze di occidentali stressati e con le articolazioni in disordine.

In seguito alla frequenza ai loro corsi, si formarono fra gli allievi di Parma e quelli che venivano da Reggio, ben 24 aspiranti insegnanti. Alcuni di loro affiancarono Gabriella nell’insegnamento e successivamente, dopo avere frequentato le apposite Scuole delle varie Federazioni, si diplomarono diventando a loro volta e a tutti gli effetti insegnanti, sia in Parma che in altre città. Negli anni successivi, e sino ai giorni nostri, hanno frequentato i nostri corsi diverse decine di futuri insegnanti che praticarono nel nostro centro per raccogliere spunti per la loro formazione.

1975–1990 – I grandi maestri ospiti

Gli anni che vanno dal ’75 al ’90 videro passare dai Centri Yoga di Gabriella molti grandi personaggi dello Yoga e i più noti e amati maestri indiani e occidentali fra i quali André Van Lysebeth, Dénise Van Lysebeth, Swami Sathyananda Sarasvati, Swami Dayananda, Swami Yogamudrananda, Swami Muktananda… e molti altri, noti e meno noti ma che sono stati ugualmente dei fari luminosi sul cammino di tante persone.

In quel periodo chi ebbe la fortuna di partecipare alle attività del Centro, poté conoscere e ricevere gli insegnamenti di SRI RAMACHANDRA discepolo di Gandhi e per molti anni suo braccio destro e suo inseparabile segretario. Esperto negli studi sulla Bhagavad Gita, per molti anni i suoi numerosi soggiorni nel nostro Centro sono stati un esempio di vita e le sue conferenze fonte di altissima ispirazione per tutti.
Tutti i Maestri condussero seminari e conferenze sui più svariati argomenti dello yoga, introducendo in Parma, e in Occidente in generale, pratiche e tecniche per il risanamento della salute (non ultima quella della meditazione orientale), che hanno raccolto un grande consenso ed hanno costituito un valido sostegno per il miglioramento della qualità della vita.

Anni ’90 – Evoluzione verso un approccio più occidentale

L’interesse per lo yoga continuò ad essere altissimo ma sin dagli anni ‘90 Gabriella ed Edi avevano incominciato a rendersi conto che le esigenze delle persone nei confronti dello yoga stavano gradualmente cambiando: i ritmi di vita acceleravano, lo stress raggiungeva punte altissime, mai immaginate fino ad allora, i malesseri psicologici, massimamente riconducibili ad ansia e depressione, aumentavano e, a loro volta, producevano malposizionamenti posturali con conseguenti dolori articolari, muscolari e patologie organiche che complicavano ed aggravavano ulteriormente la situazione.

A questo punto Gabriella ed Edi, pur frequentando regolarmente i seminari annuali di aggiornamento professionale organizzati da André Van Lysebeth, frequentarono anche quelli di altri ottimi insegnanti del percorso salute. Ciò permise loro di adattare meglio l’Hatha Yoga alle diverse problematiche delle persone e consentì di mettere a punto un metodo in cui lo Yoga diventasse, oltre che mezzo di conoscenza di se stessi e di espansione spirituale, anche un valido e concreto strumento riabilitativo della colonna vertebrale e correttivo dell’assetto posturale.

18 Dicembre 1992 – Nascita ufficiale del Centro Studi Lunasole

Il 18 Dicembre 1992 nacque ufficialmente il “CENTRO STUDI LUNASOLE” uno spazio sereno, in cui ciascuno viene riportato gradualmente verso se stesso, il proprio ritmo naturale, il rispetto del proprio sentire profondo, mediante un lavoro corporeo che è soprattutto educazione all’ascolto e accoglienza ma che, attraverso una competente e mirata presa in carico del problema fisico e della sua risoluzione, vuole porgere anche un aiuto concreto e uno spazio di compensazione sia per migliorare la qualità della vita che per stimolare nuove prospettive e risorse.

Infine, per fornire ai praticanti di Yoga strumenti di conoscenza ed autogestione delle proprie dinamiche mentali, psicoemozionali e interpersonali, furono creati spazi complementari dedicati alla Psicologia, al di fuori di quelli specificamente previsti per lo Yoga.

2004 – Riconoscimento dell’amore tra Gabriella e Edi

Nel 2004, dopo oltre vent’anni di collaborazione basata su una istintiva e profonda affinità spirituale, Gabriella e Edi hanno riconosciuto il loro grande amore anche sul piano umano. Gli ultimi sedici anni di vita insieme, terminati con il “passaggio ad altro piano di coscienza” di Gabriella, sono stati il dono più prezioso che un essere umano possa chiedere alla vita.

Per questo motivo, mentre il termine LunaSole era nato come trasposizione dei termini HaTha (Energia Solare ed Energia Lunare) che individuano una concezione dello Yoga, dal 2004, per Gabriella e Edi, hanno cominciato a rappresentare anche le loro stesse essenze di Femminile e Maschile armonizzate insieme.

17 Febbraio 2020 – Mahasamadhi di Gabriella Ferrari

Il 17 Febbraio 2020, Gabriella ha realizzato il suo Mahasamadhi mentre Edi, al suo fianco, l’accompagnava nella sua ultima meditazione terrena.

Ci sono dei rapporti umani che le oscillazioni tra vita e morte non possono interrompere; questo è il motivo per cui i corsi tenuti da Edi restano, ancora oggi, corsi offerti sotto la denominazione LunaSole.

Dal 2025 – Nuova sede al Centro Onda Creativa

Dal 2025 i corsi Yoga di LunaSole si sono trasferiti nel Centro Onda Creativa fondato da Rossana Fumarola nella località di San Prospero Parmense, Stradello Robert Baden Powell 2/A.

Rossana ha tra le sue doti quella di saper stabilire contatti tra ricercatori, esperti in vari campi della salute olistica o della spiritualità, con altre persone che, per inclinazioni profonde, cercano cibo nutriente per il corpo e la propria anima.

L’ambiente di Onda Creativa, espressione di armoniosa accoglienza, era quanto di meglio i corsi di LunaSole cercassero come collocazione.

Chi insegna oggi

Edi Migliorini continua il cammino di LunaSole

Edi Migliorini

Edi Migliorini

Insegnante di Yoga

  • Diploma Yoga – Integral Yoga Institut (André Van Lysebeth), riconosciuto Union Européenne de Yoga
  • Specializzazione Prenatal Tutor – ISPPE Anep Italia
  • Operatore pre-parto – Federazione Italiana Yoga
  • Formazione in Psicologia e Analisi Transazionale

Insegnante di Yoga dal 1984

Insegna Yoga dal 1984. Da allora ha partecipato e dato concretamente sostegno a tutte le iniziative di Gabriella sino al 2020, quando lei lasciò il suo corpo fisico. Poi ha continuato nell’insegnamento dello Yoga per portare avanti i valori precedentemente condivisi con Gabriella.

Ha collaborato con Gabriella alla stesura di 4 dei suoi 5 libri e, dal 2007 al 2010, ha collaborato alla produzione del filmato “Le prime interazioni”.
Di questo filmato, ha partecipato alla divulgazione nelle scuole elaborandone in seguito i dati statistici risultanti dai questionari.

Ha contribuito alla discussione degli aspetti teorici della ricerca scientifica “Indagine ecografica delle risposte del feto umano agli stimoli comunicativi e non comunicativi materni” pubblicata su Frontiers in Psichology.

Per la rivista “Educazione Prenatale” dell’Anep Italia, nella rubrica “Spigolature”, ha pubblicato una serie di articoli.

Sempre con Gabriella e il dott. Merhi Hussain, ha infine iniziato una successiva ricerca scientifica in sala ecografica sulle risposte fetali agli stimoli dei genitori; ricerca che purtroppo è rimasta incompleta per l’aggravarsi delle condizioni di salute di Gabriella.

Quando la semplicità lascia un segno indelebile

 

Negli oltre quarant’anni di pratica dello Yoga, ho avuto la fortuna di incontrare un discreto numero di personaggi, definibili maestri di Yoga, e un numero elevato di praticanti.

Ho letto libri sia tecnici, sia narrativi delle esperienze di persone speciali. Di queste persone speciali amo ricordare: Ramana Maharishi, il saggio che mi ha colpito più di tutti, e Paramahansa Yogananda, uno degli yogi più conosciuti e amati al mondo.

Per esperienza, ritengo che il miglior maestro non sia colui che enfatizza la propria grandezza a beneficio dell’ego suo e dei propri discepoli, bensì colui che, da provvisoria onda, torna naturalmente a fondersi nell’oceano della vita.

Tre figure, a me molto care, hanno saputo mostrarmi la bellezza di queste “profondità oceaniche”: Sri Ramachandra, André Van Lysebeth e Gabriella Arrigoni (in Ferrari).

Sri Ramachandra

Non ho avuto la fortuna di incontrare Ramachandra, perché all’epoca nella quale soggiornava nel centro di Gabriella, io ancora praticavo lo Yoga lontano da Parma. Inoltre, all’epoca, non avevo ancora incontrato Gabriella e fu poi lei a parlarmi di quest’uomo così grande nella sua modestia.

Ramachandra, dopo essere stato per molti anni segretario e braccio destro di Gandhi, giunse in Europa già avanti con l’età.
Ospitato senza soluzione di continuità, da un’associazione culturale all’altra, venne accolto da un pubblico europeo affamato di conoscenze spirituali; poteva raccontare della sua vita accanto a Gandhi, o fare interessanti correlazioni tra le antiche scritture indù e le principali religioni.
La fine della sua lunga permanenza in Europa, fu preannunciata da una telefonata fatta a Gabriella, con la quale la informava che sentiva giunto per lui il tempo di tornare in India. Poi, nessuno seppe più nulla di lui. Probabilmente tornò nella sua terra natia per riconsegnarvi, senza alcun clamore, le proprie spoglie mortali.
Ma veniamo ad alcuni racconti che di lui mi fece Gabriella.
Viaggiava costantemente con tutto quanto possedeva: gli abiti che indossava, e il bagaglio a mano contenuto in due semplici borsine di plastica. Non possedeva altro.
Dove andava ospite non accettava denaro; uniche eccezioni: piccoli regalini di modico valore da qualsiasi cuore provenissero. Rispettando una sua regola di vita basata sul non possesso, quegli stessi regalini appena ricevuti, si sarebbero trasformati in regali da lui stesso donati alle successive persone che lo avrebbero ospitato o incontrato.
A occhio attento, i regali da lui fatti denotavano sempre una correlazione di significati tra l’oggetto donato e lo psicologico del ricevente.
Non essendo un praticante di Hatha Yoga, presenziava comunque alle lezioni tenute da Gabriella; si sedeva silenzioso in un angolo durante lo svolgimento della pratica posturale e la onorava a modo suo meditando a occhi chiusi.

Un giorno, fece la cosa che mi colpì più di tutte.
Dopo un periodo di tempo nel quale era stato ospite nel Centro di Gabriella, giunse il giorno della sua partenza prevista per la sera stessa. Doveva infatti recarsi in un altro Centro a Mantova, a circa un’ora e mezza di viaggio, dove anche là sarebbe stato ospite per qualche tempo.
Tra gli allievi di Gabriella, molti avevano espresso il desiderio di avere un colloquio personale con Ramachandra, da organizzare almeno prima della sua partenza. Allo scopo, durante l’ultimo giorno di permanenza, ci fu una lunga sequenza di colloqui resi possibili grazie all’infinita pazienza di Ramachandra e alle instancabili traduzioni, italiano inglese, donate da Gabriella.
Le cose andarono per le lunghe, molto oltre il tempo previsto, sino a quando un paio di giovani, arrivati da Mantova in auto, lo prelevarono per accompagnarlo alla nuova destinazione. Non ci fu il tempo per molti convenevoli; la partenza non poteva essere ritardata, dato che bisognava giungere a Mantova in orario per la cena di benvenuto.
Terminata la cena in quel di Mantova, Ramachandra chiese il permesso di telefonare a Gabriella per ringraziarla e salutarla a dovere, dato che, per l’urgenza, non aveva potuto farlo così come avrebbe voluto.
Nel corso della telefonata, a Gabriella sfuggì un moto di rimpianto per non aver potuto avere anche lei un proprio colloquio personale. Talmente tante erano state le necessità degli allievi che si erano prenotati, che non era restato alcuno spazio per colei che tanto si era dedicata agli altri con le traduzioni. Ma purtroppo era andata così. Sentendo ciò, Ramachandra tenne in sospeso la conversazione telefonica con Gabriella e si mise a parlare con le persone che aveva accanto. Gabriella, colma di stupore, intuì che Ramachandra si stava organizzando per essere riaccompagnato immediatamente a Parma. Inutilmente lo pregò che non doveva assolutamente fare un gesto simile, in quanto ormai era prioritario l’impegno con il gruppo di Mantova.
Tutto inutile, Ramachanda rispose: “Loro capiranno”.
Diede così un insegnamento umano che, ai giorni d’oggi, sarebbe più unico che raro e che la stragrande maggioranza delle persone non capirebbe affatto.
La sera stessa dopo cena, incurante della propria fatica fisica e del disagio per l’autista, Ramachandra si fece riaccompagnare da Mantova a Parma. Ci fu il colloquio con Gabriella e la mattina successiva, grazie a nuovi volontari, fu riaccompagnato a Mantova.
Ramachandra viveva come un cuore che, non trattenendo per sé alcuna goccia del sangue ricevuto, ma pulsando con serena naturalezza, consentiva alla vita di scorrere a beneficio di ogni cellula umana.

André Van Lysebeth

Parlare di André Van Lysebeth, è parlare di uno dei pionieri dello Yoga in Europa. La sua scuola ha preparato o ispirato molti degli insegnanti di Yoga attuali.
Autore di sei libri, i primi cinque tradotti e pubblicati in molte lingue.

 

Durante la sua vita, consacrata alla diffusione dello Yoga, ha pubblicato sino ai suoi ultimi giorni una rivista, chiamata appunto “Yoga”, senza alcun contributo pubblicitario, scrivendone lui stesso gli articoli. Se raccogliessimo tutte le sue riviste in un unico volume otterremmo un libro di oltre 10.000 pagine!
Tuttavia, di André Van Lysebeth, personaggio molto noto negli ambienti dello Yoga, non mi voglio soffermare sulle informazioni che tutti possono trovare facilmente, bensì su alcune piccole cose notevoli che ha saputo trasmettere: come le indicazioni per scegliere il Maestro, il come dovremmo rapportarci allo Yoga e il coltivare la capacità di osservare con spirito libero.
Queste tre peculiarità, a ben vedere, sono strettamente interconnesse tra di loro, e dicono molto di chi era André Van Lysebeth.

Come scegliere il Maestro
Di tanto in tanto ricordava che uno dei migliori maestri che possiamo incontrare lungo il cammino spirituale, è quello del “buon senso”.
2500 anni prima, il Buddha, dava più o meno lo stesso suggerimento quando parlava della “via di mezzo”.
Il buon senso dovrebbe essere la lente d’ingrandimento per mezzo della quale, tenendo conto di chi siamo veramente, mettiamo a fuoco e valutiamo discipline, tecniche e insegnanti (o maestri) di cui avvalerci.
Consigliare il “buon senso” significa responsabilizzare e rendere libero l’adepto. Questa è la base di partenza per ogni vero risultato spirituale.

Siamo tutti principianti
Van Lysebeth aveva in sé la serena potenza dell’umiltà.
Nonostante la sua preparazione e le moltissime ore di pratica yogica (nello Yoga autentico, l’unità di misura della quantità di tempo dedicato alla pratica non sono gli anni, bensì le ore!!) che facevano sì che per molti lui fosse una guida eccellente, ammoniva sempre che, nei confronti dei grandi Yogi del passato, “siamo tutti principianti”.
Oggi è raro trovare degli insegnanti di Yoga che si considerino dei principianti, anche tra coloro che hanno seguito gli insegnamenti di Van Lysebeth.
Eppure credo, che se noi un giorno dovessimo vivere una delle esperienze spirituali più illuminanti, e se tale lo fosse veramente, ci renderebbe estremamente umili e non vivremmo più il minimo senso né di superiorità né di inferiorità nei confronti di chicchessia.

Spirito libero
Un antico detto di Lao Tzu recita: “Essere amati profondamente da qualcuno ci rende forti. Amare profondamente ci rende coraggiosi”.
Sino agli anni settanta, lo Yoga che giungeva in Occidente dall’India era una disciplina che appariva concepita prevalentemente per un’utenza maschile e un’impostazione tendente, con varie sfumature, all’ascetismo.
In conseguenza di ciò, i vari cultori dello Yoga cercarono di fare del loro meglio nel recepire lo Yoga così com’era trasmesso dal suo paese natio, fino a quando, sul finire degli anni settanta, Van Lysebeth iniziò a scoprire e a illustrare che lo Yoga, come un grande albero, aveva ben altri rami e ben altre radici.
Venuto in contatto con le antiche tradizioni yogiche dell’India del Sud, scoprì che alcune correnti dello Yoga erano state molto probabilmente influenzate e/o ispirate dagli antichi culti della Grande Madre. Da questi culti, si sviluppava una corrente yogica che comprendeva in una visione sacra la vita tutta in ogni suo aspetto.
In tale visione, il sacro del femminile non solo non era più soffocato da un obbiettivo finalizzato all’ascetismo, ma era una delle principali vie di accesso alla spiritualità più elevata e completa. Ad esempio la donna, nelle prime forme di Yoga, poteva essere ella stessa l’iniziatrice o la sacerdotessa. Inoltre, grazie alla sua predisposizione fisiologica nel concepire, nutrire e partorire la vita sino al piano materiale, ella, come la stessa Madre Natura, non separava alcun aspetto dell’esistenza dallo spirituale. Di conseguenza, se dalle prime validissime forme di Yoga giunte in Europa la sessualità doveva essere superata, in questa riemergente visione, forse anche molto più antica e altrettanto valida, la sessualità veniva percepita e rivisitata nei suoi aspetti più sacri.

Iniziare a parlare dello Yoga in una nuova ottica diversa dalla precedente, costò a Van Lysebeth la perdita di molti allievi, nonché le critiche di una parte del mondo yogico indiano. Non tutti, sia in Oriente sia in Occidente, erano pronti ad accettare che lo Yoga, per quanto valido nei suoi vari sviluppi, potesse avere altre condizioni di nascita, altri ambienti di crescita, pur avendo come obbiettivo la risposta alle stesse domande fondamentali: “chi sono io?”; “da dove vengo?”; “dove sono diretto?”; “qual è il senso più profondo della vita?”.
Tuttavia Van Lysebeth non si lasciò condizionare dall’evidente calo degli allievi, dal fatto che certe porte di accesso allo Yoga indiano gli sarebbero state chiuse, non cercò compromessi con finalità economiche ma, col coraggio e lo spirito libero che lo hanno sempre contraddistinto, si rese portavoce di una meravigliosa visione dello Yoga.
Ciò lo portò a scrivere un bellissimo libro che nella versione originale intitolò: “Tantra, il culto del femminile”.
Quando lo lessi ebbi la conferma che, tra le righe di quel testo, emergeva tutto il canto d’amore di Van Lysebeth per una donna che per lui era La Donna. Colei che, reciprocamente col proprio compagno, vive il sacro della vita in ogni forma presente nell’immenso universo senza tempo.

Gabriella Arrigoni in Ferrari

Quando scrissi la presentazione di Gabriella su questo sito, ahimè, non potevo immaginare che lei, ormai malata, sarebbe stata fisicamente al mio fianco ancora per pochi mesi.

Avendola conosciuta, probabilmente come nessun altro, sento il dovere di aggiungere qualcosa alla sua presentazione.
In questo modo sono certo d’interpretare la riconoscenza di tante persone, spesso genitori coi loro figli, ma anche tanti praticanti di Yoga, per tutto quello che ha saputo donare.

La nascita di una grande Amicizia
Conobbi Gabriella da allievo dei suoi corsi di Yoga. Poi nel 1984, divenni suo collaboratore tenendo a mia volta corsi di Yoga nel suo Centro.
Pochi anni dopo lei si avventurò nella scrittura del suo primo libro “Dalla Grande Madre al bambino”. C’era bisogno di qualcuno che digitasse al computer il suo manoscritto; non proponendosi nessun altro, le offrii il mio sostegno. Un sostegno che poi divenne collaborazione per le ricerche bibliografiche.
Poi, una sera la nostra semplice collaborazione diventò qualcosa di più importante. Affascinato sia da come lei sentiva la maternità, sia dalla sacralità che lei percepiva nell’atto di dare alla luce una nuova creatura e sia da come scriveva su carta le sue emozioni e i suoi suggerimenti per una genitorialità più consapevole, una sera, per la prima volta, mi aprii a lei confidandole la mia visione simbolica della nascita.
Lei mi ascoltò a lungo in silenzio. Alla fine della mia esposizione, mi disse che la mia visione completava la sua; inoltre, lei sentiva che apriva ulteriori strade di consapevolezza nel ricongiungimento tra le esperienze della vita prenatale con il risveglio spirituale più completo di ogni essere umano.
Ciò che le confidai quella sera, venne poi illustrato parzialmente e sintetizzato nel paragrafo 16 del secondo capitolo del suo libro “Dalla Grande Madre al bambino”.
Un sunto di quei concetti, può essere intuito dalla seguente poesia nella quale la madre terrena è mediatrice di ciò che è Madre a tutti i livelli successivi: Madre Natura, Madre Cosmica, inizio e fine, alfa e omega.

In principio era il Verbo,
e il Verbo era presso Dio,
e il Verbo era Dio.
(Giovanni 1,1)

Istanti … forse secoli, in cui pulsa la coscienza
e il suo ritmo è gioia:
gioia dentro, gioia fuori,
gioia ovunque.
Cellule di vita, immense quanto l’universo,
in esse tutto è presente: la notte dei tempi
e un futuro ciclico, meravigliosamente riassunti
in un istante cangiante.
Energie sottili che vorticano in un centro,
che si individualizza e si nutre di sé espandendosi.
Madre dentro, Madre fuori, Madre me, Madre Lei.
Madre nella Madre in un’esplosione a catena
che si espande al rallentatore
(o forse in istanti di sogno).
Lei diventa me, io ritornerò a Lei.
Lei mi nutre dei Suoi sentimenti e dei Suoi pensieri;
i miei sentimenti e i miei pensieri torneranno a Lei.
Come una vibrazione che percorre
un’unica coscienza.
Come Amore che effonde dall’Indicibile.

Edi Migliorini
(Dal libro Dalla Grande Madre al bambino di Gabriella A. Ferrari, Edizioni Mediterranee)

 

Da quella sera non mi sentii più considerato come un dattilografo e ricercatore di utili notizie bibliografiche, ma un amico col quale condividere e approfondire concetti sia pratici sia spirituali attinenti la vita prenatale e lo Yoga.
Qualche anno più tardi, quei primi concetti che avevo esposto a Gabriella relativi al rapporto “madre-figlia/o intrauterina/o”, li estesi alla figura del padre verso la quale la madre fa da mediatrice psicobiologica con la creatura che porta in grembo.

In ogni istante, mamma,
il tuo cuore mi parla
e anche la tua voce soave
spesso ascolto.
Il tuo cuore… il tuo cuore…
lui batte assieme al mio,
di te tutto mi dice,
nulla di te mi sfugge.
Mi incanta la sua onda
quando papà è con noi,
la sua voce profonda
mi infonde sicurezza.
Da lontano mi giunge
perché l’amore io espanda
e quando sarò nato
io sappia ritrovare
quell’infinito Cuore
che col mio parlerà.

Edi Migliorini
(Dal libro La comunicazione e il dialogo dei nove mesi
di Gabriella A. Ferrari, Edizioni Mediterranee)
Dopo anni di studio e riflessioni trascorsi a comparare le conoscenze acquisite sulla vita prenatale e la pratica dello Yoga, sono arrivato alla convinzione che le esperienze vissute durante la vita prenatale siano un potente imprinting a risveglio di una vita successiva indirizzata verso la spiritualità.
Il periodo prenatale, mentre la nostra anima si sta incarnando, è l’ultima fondamentale fase di costruzione dei nostri principali recettori verso la percezione spirituale della vita. L’evoluzione che avviene poi, durante la vita post nascita, sarà un risveglio di quei ricordi e di quei vissuti già sperimentati, che ci faranno da bussola per ritrovare “il cammino”. Un cammino che poi si concretizzerà attraverso le vie a noi più consone come l’arte, l’esoterismo, e/o l’amore verso il prossimo e la natura, ecc.

Se dovessi aggiungere un’ultima riflessione, direi che è forte in me la sensazione che tutte le discipline spirituali più evolute, i libri sacri più importanti, abbiano tutti un substrato e un debito di riconoscenza profondo su quanto inconsciamente appreso dall’essere umano durante le proprie notti uterine.

Quello che segue è un breve riassunto di una collaborazione durata 35 anni. La parte più importante del lavoro, ovviamente, l’ha fatta Gabriella. Per me è stato un immenso motivo di gratitudine aver potuto interagire con, e dare sostegno a, questa donna eccezionale.

Innanzitutto ricordo che ha scritto 5 libri:

Dalla Grande Madre al Bambino

(Edizioni Mediterranee) pubblicato nel 1992, scritto in collaborazione con Edi Migliorini.

“Indialaprimavolta”

(Editoria Grafica Raffaelliana) pubblicato nel 1995, ormai introvabile.

Il bonding dei nove mesi

(Edizioni Mediterranee) pubblicato nel 1998, scritto in collaborazione con Edi Migliorini, poi sostituito dal successivo “La comunicazione e il dialogo dei 9 mesi”.

La comunicazione e il dialogo dei 9 mesi

(Edizioni Mediterranee) pubblicato nel 2010, in sostituzione del precedente “Il bonding dei nove mesi”, scritto in collaborazione con Edi Migliorini.

il Bambino Podalico

(Edizioni Mediterranee) pubblicato nel 2019, scritto in collaborazione con Edi Migliorini. Probabilmente uno dei sui libri più interessanti e innovativi dal punto di vista metodologico.

Un Documento Unico:
Il Dialogo Prima della Nascita

 

“Quello che stai per vedere non è una semplice ecografia.

È la prova scientifica e poetica di un mistero: un bambino che, nel grembo materno, risponde ai baci e alle chiamate vocali del padre.

Un materiale d’archivio rarissimo, frutto della ricerca pionieristica di Gabriella Arrigoni Ferrari, che ha commosso scienziati e studenti in tutta Europa.”

Scopri la Ricerca Scientifica su Frontiers

Il 17 Febbraio 2020, la vita di Gabriella Arrigoni (Ferrari) si spense consegnandoci, col suo esempio,
una luminosissima rivisitazione delle facoltà umane agli inizi della vita terrena.

Il Progetto nelle Scuole (Italia, Germania, Slovacchia)

Dall’anno 2010, in qualità di Presidente dell’associazione “9 mesi ed oltre” da lei fondata nel 2009, prese i contatti col mondo della scuola.

Agli studenti di età compresa tra i 15 e i 22 anni di età, nell’arco di incontri della durata di un’ora, mostrò il filmato “Le prime interazioni” e spiegò come in realtà i genitori siano in grado di comunicare col bambino in utero più di quanto si fosse pensato prima. Le immagini ecografiche del filmato fornirono agli studenti la dimostrazione di quanto da lei spiegato.

Dal 2010 al 2012 il filmato venne mostrato e commentato a n. 884 scolari (n. 567 femmine e n. 317 maschi). Dai loro questionari, da me elaborati, risultò quanto segue:
in relazione a quanto gli alunni già sapevano in precedenza dell’argomento, le conoscenze che l’incontro consentì loro di integrare furono giudicate: di buon livello dal 58% e di ottimo livello dal 31% dei partecipanti per un totale di giudizi positivi pari al 89%;
in relazione all’utilità dell’incontro, il 60% lo considerò utile e il 37% molto utile, per un totale di giudizi positivi pari al 97%.

Un’analoga esperienza condotta in Italia fu portata avanti, grazie allo stesso filmato ma con altri operatori, all’interno di scuole tedesche e slovacche. Vennero coinvolti altri 406 studenti. Il responso dei loro questionari confermò gli ottimi i risultati raccolti in Italia. In Germania si rivelò particolarmente attivo il Dott. Rupert Linder, ginecologo e psicoterapeuta, il quale, convinto sostenitore della bontà del filmato, lo mostrò in alcune scuole di Pforzheim.

L’obbiettivo finale di questa iniziativa, fu quello di inserire nei programmi di insegnamento scolastici le più recenti conoscenze sulla vita prenatale, nonché sensibilizzare gli adolescenti sulle possibili comunicazioni psicotattili tra genitori e bimbo intrauterino.

Per motivi di salute, Gabriella non poté portare avanti questa iniziativa.

Riconoscimenti e Hall of Honor

Il 6 Ottobre 2022 la Prenatal Sciences Partnership le ha riconosciuto un premio per le sue pioneristiche ricerche nelle scienze prenatali e, in tale contesto, l’ha inserita tra i ricercatori mondiali più significativi.
https://ppphallofhonororg.wordpress.com/gabriella-ferrari-3/