YOGA
Entrare la sera in un ambiente positivo e non competitivo. Praticare esercizi e provare esperienze adattate alle possibilità di ognuno, sia dei praticanti esperti sia dei principianti.
Quindi, dopo una giornata di lavoro e nel rispetto dei ritmi circadiani, grazie a posizioni, movimenti, respirazioni e immagini mentali, lavare via l’eccesso di stress della giornata, riorganizzare e tonificare le funzioni vitali e ritrovare le nostre connessioni con il senso più profondo della vita.
Con l’esperienza di circa 50 anni di pratica e oltre 40 dedicati all’insegnamento della disciplina, si propone uno Yoga classico nel quale l’interazione tra mente e corpo è fondamentale; infatti, il nostro corpo fisico è quel punto, nello spazio e nel tempo, dove tutti i piani del nostro essere si incontrano e, in quanto interconnessi, in esso li possiamo riarmonizzare e risentirne la semplice naturalezza originaria.
Con una pratica regolare di una o due volte alla settimana, dopo una prova leale di qualche mese, si può dare un giudizio solido e non condizionato dall’esperienza di un momento. A quel punto lo Yoga, se sentiamo che è una disciplina consona alle nostre attitudini, ci garantisce una serie di benefici:
- Imparare a sentire che le posizioni, lungi dall’essere forme esteriori da riprodurre, sono condizioni ideali per sentire le energie e il linguaggio del corpo, per imparare a migliorarne la funzionalità organica e percepirle come esperienze sempre nuove in quanto vissute come veri e propri campi di energia.
- Durante le posizioni è fondamentale riconoscere l’importanza del respiro, che viene rieducato e fa da meraviglioso ponte di connessione tra mente e corpo.
- Imparare a conoscere e ridurre le piccole e grandi tensioni del corpo sino ad accedere, all’occorrenza, a uno stato di rilassamento profondo.
- Imparare a utilizzare le immagini mentali per gestire al meglio il potenziale di mente e corpo.
- Imparare a modulare l’esperienza della consapevolezza del “qui e ora” ai vari livelli di percezione del nostro essere.
- Ritrovare un maggior equilibrio nella vita quotidiana e con ogni creatura vivente, in quanto siamo parte di un tutto profondamente interconnesso.
Orari della pratica
RISORSE
Sezione dedicata a risorse utili che puoi scaricare.

SURYANAMASKAR
Esercizio del Saluto al Sole ovvero Suryanamaskar.
Questo utile esercizio così come André Van Lysebeth l’ha trattato, con evidente passione e perizia, nella sua rivista Yoga, la n. 14 del 15 Agosto 1964.

Perfezioniamo SURYANAMASKAR
In questa variante, si distingue soprattutto dal fatto che sollecita i muscoli della colonna vertebrale (soprattutto nei piegamenti all’indietro), in una modalità molto più intensa degli altri (Mysore incluso).

SURYANAMASKAR Mysore
Dalla rivista Yoga di André Van Lysebeth, la n. 45 del mese di Maggio 1967, è stato tradotto il Saluto al Sole di Mysore. Questo Suryanamaskar, tipico del Sud dell’India, si differenzia del precedente nato nel Nord. Le due varianti hanno effetti diversi e complementari.

SARVANGASANA
Nella rivista Yoga di André Van Lysebeth, la n. 24 del 15 Giugno 1965, troviamo la posizione di Sarvangāsana. La quale, nella sua essenzialità verticale, esalta la vicinanza tra cuore e cervello… nel silenzio.

Halāsana
significa la Posizione dell’Aratro (“hala” – aratro, “āsana” – postura). Tutti gli autori, o quasi, hanno adottato questa denominazione con un’unanimità che non si riscontra parimenti con altre āsana, per le quali, a volte, non c’è alcun rapporto col nome sanscrito originale. È una delle rare e forse la sola posizione il cui nome sia riconducibile ad un utensile, all’occorrenza gli aratri primitivi che utilizzavano gli agricoltori dell’India antica.

MATSYASANA
La posizione del pesce
L’origine del nome di questa āsana che visivamente non evoca alcun pesce, sia pure esotico, è assai curiosa! ¡ Matsyāsana migliora la “galleggiabilità” spostando il centro di gravità verso la metà del corpo, permettendo inoltre una migliore ventilazione dei polmoni.

Pashchimatānāsana
Così come l’ostrica, che si ritrova dentro di sé un fastidioso granello di sabbia, lo può trasformare in una perla, altrettanto noi, simili ad un’ostrica e in una fase di raccoglimento, possiamo trasformare granelli di sabbia in perle.

BHUJANGASANA
La posizione del Cobra
Questa āsana deriva il suo nome dal fatto che eseguendola, l’adepto solleva lentamente la testa e il tronco, ricordando così il cobra che alza il suo cappuccio quando è irritato.

SHALABASANA
È una posizione che dona notevoli benefici alla muscolatura lombare tonificando, inoltre, tutte le diramazioni
nervose dell’area pelvica e del plesso solare.

Dhanurāsana
Dhanurāsana significa la Posizione dell’Arco e deve il suo nome al fatto che durante la sua esecuzione il corpo prende l’aspetto di un arco in tensione.

ARDHA MATSYENDRASANA
“la Torsione”
Questa āsana, la più plastica ed estetica tra tutte le posizioni yogiche, è l’unica che ha avuto il nome dallo yogi che l’ha inventata: il grande Rishi Matsyendra.

UDDIYANA BANDHA
Questo nome è composto dalle radici sanscrite “ut” e “di”, che significa “volare verso l’alto”, ma che non facilita ancora la nostra comprensione. In effetti gli yogi affermano che questo esercizio fa “volare il Prāna verso l’alto”, cioè che lo veicola a salire lungo Sushumna Nadi.
Tuttavia, eviteremo ora di calarci nella spiegazione di questi termini sanscriti, limitandoci all’utilizzo del nome dell’esercizio.
In quanto al nome “Bandha”, nel caso specifico significa “arresto contrazione”.