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Gabriella Ferrari

Gabriella FerrariLa frase che mi colpì quando incontrai Gabriella per la prima volta, la trovai appesa ad una parete, quasi fosse da fissare su ciò che in noi è solido e da ricordare:

“Alla sera della vita, ciò che conta è avere amato”.

Mi piace pensare che quella frase non fosse stata lì per caso nel corso del nostro primo incontro, ma fosse un delicato modo di capire come Gabriella lavorava.

Per questo, non parlerò di lei in termini di diplomi e riconoscimenti conseguiti, della sua formazione e preparazione, nonostante sia di per sé notevole. Riassumerò invece ciò che non tutti coglievano durante i corsi di Yoga. Sintetizzerò come lei trasformava ciò che riceveva dalla sua disciplina in dono per altri.

Negli anni dal 1973 al 1983 ha tenuto dei corsi gratuiti di Yoga per gruppi di missionari Saveriani, per dei ragazzi della “Fondazione Don Carlo Gnocchi”, ed ha svolto un servizio di volontariato aiutando alla Mensa di Padre Lino.

Dal 1984 al 1994 ha concentrato molte energie in una nuova attività di volontariato, fondando e dirigendo il “Movimento per una nascita naturale”. Tale gruppo di volontariato ha avuto il merito di sommare le proprie forze a quelle di altre associazioni che avevano le stesse finalità: migliorare le condizioni della nascita per genitori e bambini.

Dal 1994 venne contattata da alcuni membri dell’Anep Italia, un’associazione che si occupava di vita prenatale, nello specifico, in termini di psicologia e di medicina. Fu un amore a prima vista. Divenne presto una delle figure portanti di quell’associazione fino a quando, nel 1999, ne fu eletta presidente. Carica che mantenne sino al 2008 quando lei stessa la cedette ad una persona disposta a sostituirla. Solo chi ha lavorato accanto a lei in quegli anni può almeno in parte immaginare quanto lavoro dedicato e quante risorse personali mise in quell’associazione.

Dal 2007, al culmine di una sua maturazione, iniziò forse il suo periodo migliore. Le capacità che fino ad allora aveva sviluppato per aiutare le persone a comunicare meglio con la propria interiorità, ritrovando le innate luci sul cammino, le mise al servizio della comunicazione tra genitori e bambino intrauterino.

Nella scuola di formazione dell’Anep Italia, da lei fondata, insegnava a puro titolo di volontariato, a futuri operatori del percorso nascita, come far dialogare donne incinte e loro compagni col loro piccolo ancora nel nido uterino. Chi assisteva a quelle comunicazioni emotivo/tattili, sentiva di assistere a degli eventi sacri e le lacrime di commozione dei silenziosi partecipanti erano all’ordine del giorno.
Da qui nacque l’idea di riprodurre quelle modalità di dialogo col bambino intrauterino nel corso degli esami ecografici programmati per le gestanti. Il risultato fu illuminante e, nonostante la fede di chi aveva seguito quel cammino di Gabriella, fu ugualmente impressionante. Il bambino era in grado di rispondere in modo coerente alle comunicazioni dei genitori.
Il passo, a fare di tutto ciò un breve filmato documentario da lei finanziato, fu breve. Quel filmato, intitolato “Le prime interazioni”, è unico nel suo genere ed è stato mostrato e commentato a oltre 1.300 ragazzi delle medie superiori di diverse scuole in Italia, Germania e Slovacchia.

Il fatto di avere dei riscontri ecografici, quindi oggettivi, sulle risposte del bambino alle comunicazioni coi genitori, ha aiutato e incoraggiato Gabriella ad affinare le proprie metodologie. In un tale contesto le divenne più chiaro come dialogare coi bambini in posizione podalica. Ad oggi, sono state circa un centinaio le mamme che sono state aiutate gratuitamente da Gabriella ad interagire col loro bambino podalico, con percentuali di positiva risoluzione della situazione superiori all’87% dei casi.
Il tutto senza moxa o altre tecniche usate fino ad allora, ma solo attraverso la comprensione delle motivazioni del bambino e il dialogo psicotattile.
Dai riscontri delle immagini ecografiche è nata una ricerca a carattere scientifico sperimentale, tuttora in corso, i cui primi risultati sono stati pubblicati sulla rivista “Frontiers in Psychology”.

Gli anni dal 1991 al 2010 l’hanno vista andare più volte ogni anno in India per seguire una scuola indiana nella quale, assieme ad altri sponsor italiani, manteneva agli studi, completamente spesati in ogni sorta di necessità, alcune decine di bambini raccolti tra i più poveri del paese. Grazie a suoi contributi personali, si poterono ristrutturare alcuni ambienti scolastici come quello della cucina.
Gabriella, al di là delle tante persone che hai aiutato a scoprire i propri tesori interiori con un cammino come quello dello Yoga, grazie per averci dato il tuo esempio di come:

 

“Alla sera della vita, ciò che conta è avere amato”

Gabriella Arrigoni in Ferrari

Quando scrissi la presentazione di Gabriella su questo sito, ahimè, non potevo immaginare che lei, ormai malata, sarebbe stata fisicamente al mio fianco ancora per pochi mesi.

Avendola conosciuta, probabilmente come nessun altro, sento il dovere di aggiungere qualcosa alla sua presentazione.
In questo modo sono certo d’interpretare la riconoscenza di tante persone, spesso genitori coi loro figli, ma anche tanti praticanti di Yoga, per tutto quello che ha saputo donare.

La nascita di una grande Amicizia
Conobbi Gabriella da allievo dei suoi corsi di Yoga. Poi nel 1984, divenni suo collaboratore tenendo a mia volta corsi di Yoga nel suo Centro.
Pochi anni dopo lei si avventurò nella scrittura del suo primo libro “Dalla Grande Madre al bambino”. C’era bisogno di qualcuno che digitasse al computer il suo manoscritto; non proponendosi nessun altro, le offrii il mio sostegno. Un sostegno che poi divenne collaborazione per le ricerche bibliografiche.
Poi, una sera la nostra semplice collaborazione diventò qualcosa di più importante. Affascinato sia da come lei sentiva la maternità, sia dalla sacralità che lei percepiva nell’atto di dare alla luce una nuova creatura e sia da come scriveva su carta le sue emozioni e i suoi suggerimenti per una genitorialità più consapevole, una sera, per la prima volta, mi aprii a lei confidandole la mia visione simbolica della nascita.
Lei mi ascoltò a lungo in silenzio. Alla fine della mia esposizione, mi disse che la mia visione completava la sua; inoltre, lei sentiva che apriva ulteriori strade di consapevolezza nel ricongiungimento tra le esperienze della vita prenatale con il risveglio spirituale più completo di ogni essere umano.
Ciò che le confidai quella sera, venne poi illustrato parzialmente e sintetizzato nel paragrafo 16 del secondo capitolo del suo libro “Dalla Grande Madre al bambino”.
Un sunto di quei concetti, può essere intuito dalla seguente poesia nella quale la madre terrena è mediatrice di ciò che è Madre a tutti i livelli successivi: Madre Natura, Madre Cosmica, inizio e fine, alfa e omega.

In principio era il Verbo,
e il Verbo era presso Dio,
e il Verbo era Dio.
(Giovanni 1,1)

Istanti … forse secoli, in cui pulsa la coscienza
e il suo ritmo è gioia:
gioia dentro, gioia fuori,
gioia ovunque.
Cellule di vita, immense quanto l’universo,
in esse tutto è presente: la notte dei tempi
e un futuro ciclico, meravigliosamente riassunti
in un istante cangiante.
Energie sottili che vorticano in un centro,
che si individualizza e si nutre di sé espandendosi.
Madre dentro, Madre fuori, Madre me, Madre Lei.
Madre nella Madre in un’esplosione a catena
che si espande al rallentatore
(o forse in istanti di sogno).
Lei diventa me, io ritornerò a Lei.
Lei mi nutre dei Suoi sentimenti e dei Suoi pensieri;
i miei sentimenti e i miei pensieri torneranno a Lei.
Come una vibrazione che percorre
un’unica coscienza.
Come Amore che effonde dall’Indicibile.

Edi Migliorini
(Dal libro Dalla Grande Madre al bambino di Gabriella A. Ferrari, Edizioni Mediterranee)

 

Da quella sera non mi sentii più considerato come un dattilografo e ricercatore di utili notizie bibliografiche, ma un amico col quale condividere e approfondire concetti sia pratici sia spirituali attinenti la vita prenatale e lo Yoga.
Qualche anno più tardi, quei primi concetti che avevo esposto a Gabriella relativi al rapporto “madre-figlia/o intrauterina/o”, li estesi alla figura del padre verso la quale la madre fa da mediatrice psicobiologica con la creatura che porta in grembo.

In ogni istante, mamma,
il tuo cuore mi parla
e anche la tua voce soave
spesso ascolto.
Il tuo cuore… il tuo cuore…
lui batte assieme al mio,
di te tutto mi dice,
nulla di te mi sfugge.
Mi incanta la sua onda
quando papà è con noi,
la sua voce profonda
mi infonde sicurezza.
Da lontano mi giunge
perché l’amore io espanda
e quando sarò nato
io sappia ritrovare
quell’infinito Cuore
che col mio parlerà.

Edi Migliorini
(Dal libro La comunicazione e il dialogo dei nove mesi
di Gabriella A. Ferrari, Edizioni Mediterranee)
Dopo anni di studio e riflessioni trascorsi a comparare le conoscenze acquisite sulla vita prenatale e la pratica dello Yoga, sono arrivato alla convinzione che le esperienze vissute durante la vita prenatale siano un potente imprinting a risveglio di una vita successiva indirizzata verso la spiritualità.
Il periodo prenatale, mentre la nostra anima si sta incarnando, è l’ultima fondamentale fase di costruzione dei nostri principali recettori verso la percezione spirituale della vita. L’evoluzione che avviene poi, durante la vita post nascita, sarà un risveglio di quei ricordi e di quei vissuti già sperimentati, che ci faranno da bussola per ritrovare “il cammino”. Un cammino che poi si concretizzerà attraverso le vie a noi più consone come l’arte, l’esoterismo, e/o l’amore verso il prossimo e la natura, ecc.

Se dovessi aggiungere un’ultima riflessione, direi che è forte in me la sensazione che tutte le discipline spirituali più evolute, i libri sacri più importanti, abbiano tutti un substrato e un debito di riconoscenza profondo su quanto inconsciamente appreso dall’essere umano durante le proprie notti uterine.

Quello che segue è un breve riassunto di una collaborazione durata 35 anni. La parte più importante del lavoro, ovviamente, l’ha fatta Gabriella. Per me è stato un immenso motivo di gratitudine aver potuto interagire con, e dare sostegno a, questa donna eccezionale.

Innanzitutto ricordo che ha scritto 5 libri:

Dalla Grande Madre al Bambino

(Edizioni Mediterranee) pubblicato nel 1992, scritto in collaborazione con Edi Migliorini.

“Indialaprimavolta”

(Editoria Grafica Raffaelliana) pubblicato nel 1995, ormai introvabile.

Il bonding dei nove mesi

(Edizioni Mediterranee) pubblicato nel 1998, scritto in collaborazione con Edi Migliorini, poi sostituito dal successivo “La comunicazione e il dialogo dei 9 mesi”.

La comunicazione e il dialogo dei 9 mesi

(Edizioni Mediterranee) pubblicato nel 2010, in sostituzione del precedente “Il bonding dei nove mesi”, scritto in collaborazione con Edi Migliorini.

il Bambino Podalico

(Edizioni Mediterranee) pubblicato nel 2019, scritto in collaborazione con Edi Migliorini. Probabilmente uno dei sui libri più interessanti e innovativi dal punto di vista metodologico.

Un Documento Unico:
Il Dialogo Prima della Nascita

 

“Quello che stai per vedere non è una semplice ecografia.

È la prova scientifica e poetica di un mistero: un bambino che, nel grembo materno, risponde ai baci e alle chiamate vocali del padre.

Un materiale d’archivio rarissimo, frutto della ricerca pionieristica di Gabriella Arrigoni Ferrari, che ha commosso scienziati e studenti in tutta Europa.”

Scopri la Ricerca Scientifica su Frontiers in Psychology

Nonostante le sue forze stessero volgendo al termine, Gabriella continuò infaticabile le sue ricerche in sala ecografica. L’obbiettivo era quello di affinare le precedenti ricerche per portare nuove luci su alcuni degli aspetti più profondi e sublimi dell’istinto/intuito matero. Continuarono a collaborare con lei a una nuova ricerca Merhi Hussain e Edi Migliorini. Purtroppo, nonostante gli iniziali riscontri particolarmente incoraggianti e migliorativi rispetto alla ricerca precedente, quest’ultima venne sospesa per motivi di salute da parte di Gabriella.

Il 17 Febbraio 2020, la vita di Gabriella Arrigoni (Ferrari) si spense consegnandoci, col suo esempio,
una luminosissima rivisitazione delle facoltà umane agli inizi della vita terrena.

Il Progetto nelle Scuole (Italia, Germania, Slovacchia)

Dall’anno 2010, in qualità di Presidente dell’associazione “9 mesi ed oltre” da lei fondata nel 2009, prese i contatti col mondo della scuola.

Agli studenti di età compresa tra i 15 e i 22 anni di età, nell’arco di incontri della durata di un’ora, mostrò il filmato “Le prime interazioni” e spiegò come in realtà i genitori siano in grado di comunicare col bambino in utero più di quanto si fosse pensato prima. Le immagini ecografiche del filmato fornirono agli studenti la dimostrazione di quanto da lei spiegato.

Dal 2010 al 2012 il filmato venne mostrato e commentato a n. 884 scolari (n. 567 femmine e n. 317 maschi). Dai loro questionari, da me elaborati, risultò quanto segue:
in relazione a quanto gli alunni già sapevano in precedenza dell’argomento, le conoscenze che l’incontro consentì loro di integrare furono giudicate: di buon livello dal 58% e di ottimo livello dal 31% dei partecipanti per un totale di giudizi positivi pari al 89%;
in relazione all’utilità dell’incontro, il 60% lo considerò utile e il 37% molto utile, per un totale di giudizi positivi pari al 97%.

Un’analoga esperienza condotta in Italia fu portata avanti, grazie allo stesso filmato ma con altri operatori, all’interno di scuole tedesche e slovacche. Vennero coinvolti altri 406 studenti. Il responso dei loro questionari confermò gli ottimi i risultati raccolti in Italia. In Germania si rivelò particolarmente attivo il Dott. Rupert Linder, ginecologo e psicoterapeuta, il quale, convinto sostenitore della bontà del filmato, lo mostrò in alcune scuole di Pforzheim.

L’obbiettivo finale di questa iniziativa, fu quello di inserire nei programmi di insegnamento scolastici le più recenti conoscenze sulla vita prenatale, nonché sensibilizzare gli adolescenti sulle possibili comunicazioni psicotattili tra genitori e bimbo intrauterino.

Per motivi di salute, Gabriella non poté portare avanti questa iniziativa.

Riconoscimenti e Hall of Honor

Il 6 Ottobre 2022 la Prenatal Sciences Partnership le ha riconosciuto un premio per le sue pioneristiche ricerche nelle scienze prenatali e, in tale contesto, l’ha inserita tra i ricercatori mondiali più significativi.
https://ppphallofhonororg.wordpress.com/gabriella-ferrari-3/

Nel 2016, per la sua opera di diffusione delle nuove conoscenze sulla vita prenatale, l’ISPPM le riconobbe il premio Gustav Hans Graber.